Data documento - 1913
Bottega di alimentari 1914
Comunicazione di Paolo Pedrocchi, mastro pizzicagnolo di Onore, alla giunta comunale, che oltre all’olio pure vende anche l’olio oliva misto con sesamo.
Il pizzicagnolo era un commerciante di generi alimentari, specializzato in prodotti salati e conservati, come:
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formaggi (pecorino, formagella, parmigiano),
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salumi (prosciutti, salsicce, lardo),
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olive, acciughe sotto sale,
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legumi secchi,
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spezie, sale, talvolta vino e olio.
Ruolo sociale
Nell’Ottocento il pizzicagnolo non era solo un venditore, ma anche:
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un punto di riferimento della contrada,
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una fonte di credito informale, poiché spesso segnava i debiti “sul libretto” per i clienti più poveri,
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un intermediario tra il mondo rurale e quello urbano.
La sua bottega era un luogo di incontro e chiacchiere, dove circolavano notizie, pettegolezzi e opinioni politiche, specie dopo l’Unità d’Italia.
La bottega
La bottega del pizzicagnolo era in genere:
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piccola e scura,
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con scaffali di legno, botti e ceste,
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salumi appesi al soffitto,
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grandi forme di formaggio sul bancone,
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bilance a due piatti e coltelli affilati.
L’igiene era rudimentale secondo gli standard odierni, ma la conservazione sotto sale garantiva una certa sicurezza degli alimenti.
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